Si può parlare di intuito da un’infinita quantità di punti di vista e anche per questo è un tema che mi piace molto.

Ho fatto molta fatica a scegliere ed eliminare tutti i temi possibili per arrivare a scrivere un post e non la bozza di un libro e ho deciso di cominciare da un esempio molto semplice.

Quando il mare al sud dell’India si abbatté sulle coste dello Sri Lanka e dell’India stessa con la indomabile forza e violenza dello Tsunami, venne registrato uno “strano” comportamento da parte degli animali.

Misteriosamente e miracolosamente molti di loro si erano diretti verso terreni più alti ore prima dell’accaduto, mentre i cani domestici si erano rifiutati di avvicinarsi alla spiaggia.

Credo che l’errore della precedente frase sia riferirsi a questa fatto con miracoli e misteri, è stato infatti osservato in molteplici occasioni come gli animali sentano l’arrivo delle calamità. Di fatto gli animali secondo me (e chi vive con qualche bestia o bestiola lo sa) sentono un sacco di cose, questo sentire è quello che poi chiamiamo appunto Sesto Senso.

Essendo mammiferi, e quindi animaletti, anche noi ne siamo dotati: fa parte delle funzioni incorporate nel nostro sistema, ma il modo in cui viviamo e l’educazione che riceviamo ci dispongono a diffidare di qualsiasi cosa non sia prodotta da un inespugnabile sistema razionale.  Eppure quante volte ci ritroviamo a sussurrare “me lo sentivo”.

Al pronunciare queste parole la mia domanda è sempre “Dove lo sentivi?” e di solito la persona che ho di fronte fa una faccia tipo quadro di Picasso, però ciò che rende così speciale questo Senso, il nostro caro intuito, è proprio il fatto che si manifesta in modo molto fisico.

A volte mi piace pensare che questo Sesto Senso in realtà sia la somma di tutti gli altri, ma direi che la questione è più complessa e completa di così. Ho sentito molte persone dire che hanno preso una decisione “di pancia” e io stessa mi sono salvata da una bruttissima situazione perché le mie gambe sono andate da sole mentre la mia mente cercava di capire cosa stesse succedendo.

Intraprendere piccole pratiche di ascolto del nostro corpo può aiutare molto a lasciare che il nostro intuito prenda più spazio nella nostra vita.

Ma da dove cominciare?

Un buon punto di partenza è chiedersi dove ci sentiamo più noi stess*: in quali spazi, quali attività, in che condizioni sentiamo di essere presenti nella nostra completezza.

Sarà necessario magari tenere un piccolo registro man mano che riconosciamo i tratti di questo “luogo” per poi volontariamente ri-costruirlo e generare spazi in cui accogliere il nostro intuito.

La mente intuitiva è un sacro dono e la mente razionale è un servo fedele.

Abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono.

Albert Einstein

 

 

 

Photo by Alice Mosanghini  

 

Pin It on Pinterest