La scrittura automatica può essere un modo per esplorare il nostro ascolto profondo e creare uno spazio per lasciare scorrere liberamente i pensieri, senza questionare da dove arrivino.  

Per questo esercizio c’è bisogno di carta e penna, un timer, uno spazio silenzioso, tempo e dedicazione.

Consiglio di prendersi un momento di preparazione: cercare una superficie libera su cui sistemare i fogli o il quaderno, spegnere i dispositivi che potrebbero interrompere e controllare di avere a disposizione una seduta confortevole.

Quando tutto è pronto possiamo accomodarci alla postazione e fare dei bei respiri profondi: all’inspirare lasciamo che l’aria fresca entri e all’espirare spazziamo fuori i pensieri, di modo che la mente si liberi e assomigli al foglio bianco che abbiamo davanti.

Prima di tutto bisogna programmare il timer (consiglio di cominciare con 3 minuti per prendere dimestichezza la prima volta per poi passare a 5, quando questi 5 risultassero stretti si può salire fino a 10… o anche di più!).

Poi si scrive il titolo o la domanda sulla quale si è scelto di focalizzarsi (potrebbe essere qualcosa di molto amplio come “le rose” o più specifico come “in che modo posso alimentare la mia curiosità?”).

Una volta scritto si fa partire il timer e si comincia a scrivere senza mai fermarsi.

Si tratta di mettere per iscritto tutto quello che passa per la testa, senza nessun tipo di giudizio o analisi, semplicemente passare su carta quello che succede al nostro interno. 

Questo significa che se quello che si sta pensando è “uffffaaaa non mi viene in mente niente” o “ma perché diamine sto facendo questo ridicolo esercizio?”, queste saranno le cose da scrivere.

Se il flusso di parole dovesse sembrare interrotto si può ripetere l’ultima parola fino a che naturalmente sorgeranno nuove parole, frasi, pensieri.

L’importante è continuare a scrivere, senza curarsi della punteggiatura o dei possibili errori grammaticali, senza cancellare nulla, senza mai tornare indietro.

Quando scoccherà la fine del tempo programmato ci si può prendere un momento per respirare profondamente e ringraziare.

Si può scegliere di rileggere lo scritto a conclusione della scrittura o magari uscire e fare altro e leggerlo poi. 

È importante approcciare la lettura del testo con grande apertura e contemplarlo come un dipinto (e non il capitolo di un romanzo). 

Inoltre può essere molto interessante, dopo aver ripetuto l’esercizio per un periodo di tempo, osservare se ci sono delle tematiche o parole che ritornano e in che modo queste hanno a che fare con quello che stiamo vivendo.

photo by Alice Mosanghini

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